- I. Significato dell'Apiarium
- II. La struttura dell'opera
- III. I caratteri di stampa
- IV. L'Apiarium a stampa
- V. La tradizione manoscritta
- VI La genesi dell'Apiarium e della Melissographia
- VII. La trascrizione
- VIII. Le fonti
- IX. L'iconografia
- X. L'edizione digitale
II.1 L'articolazione del testo dell'Apiarium
Un primo dato macroscopico è rappresentato dal fatto che l'Apiarium si compone di due blocchi di testo parzialmente autonomi, ai quali sono affidate funzioni diverse. Questa suddivisione apparve immediatamente evidente anche a uno dei Lincei che collaborarono alla revisione scientifica e letteraria del'opera, Fabio Colonna. Non appena ricevuto in Napoli un esemplare ancora fresco di stampa, egli si affrettò a scrivere a Roma al Cesi, facendolo partecipe del «grandissimo gusto» con il quale l'aveva occhieggiato, tanto nella sua parte contenente la «divisione delle differenze et proprietà dell'api» quanto in quella che raccoglieva «li circoscritti elogii et attributi»I. Persino un semplice sguardo panoramico sull'Apiarium permette di apprezzare la posizione esatta nella quale si colloca la linea di demarcazione tra i due blocchi. Essa è rappresentata dal doppio tratto continuo che circoscrive, al suo interno, una prima composizione unitaria e corrente, mentre perimetra verso l'esterno una seconda sezione testuale divisa in riquadri che frammentano la linea discorsiva. Quanto era stato solennemente annunciato nell'epigrafe generale dell'opera, collocata immediatamente al di sotto dell'acroterio numismatico cha fa da proscenio all'intero foglio, è in grandissima misura esposto nel testo centrale. E' in esso, in effetti, che l'universa mellificum familia risulta in suas species, ac differentias distributa. Il programma descrittivo cesiano si realizza dando vita a una tassonomia i cui criteri compositivi risultano alquanto variabili. Quanto è essenziale qui porre in evidenza è che tale tassonomia non si ispira prevalentemente a elementi anatomici, ma a caratteristiche morfologiche esteriori e a indicatori etologici. Nelle cornici, invece, composte da quarantatre riquadri indipendenti l'uno dall'altro, si dà risalto alla storia morale, poetica e filosofica delle api, guardando, con ampiezza di vedute, al grandioso dibattito che si era agitato fra i letterati e i naturalisti di tutti i tempi. Nelle cornice di destra e di sinistra viene tracciata in compendio la storia sacra e profana delle api elaborata dalla tradizione artistica e letteraria occidentale, con lo scopo di rappresentare, con l'aiuto di una prosa innervata di forti suggestioni poetiche, la speciale sollertia di questi animali, in un ininterrotto giuoco di rispecchiamenti e di richiami con il mondo umano. Nella base è ospitata l'esposizione delle caratteristiche e degli usi del miele, della cera e della manna. Nella colonna di destra, disposta su tre riquadri, è anche fornita una descrizione della costituzione fisica di questi imenotteri, esaminata con il supporto del microscopio.
I. Cfr. G. Gabrieli, Il carteggio linceo, Accademia Nazionale dei Lincei, Roma 1996, p. 1100.