- I. Significato dell'Apiarium
- II. La struttura dell'opera
- III. I caratteri di stampa
- IV. L'Apiarium a stampa
- V. La tradizione manoscritta
- VI La genesi dell'Apiarium e della Melissographia
- VII. La trascrizione
- VIII. Le fonti
- IX. L'iconografia
- X. L'edizione digitale
IX. 2 La Melissographia
Al cadere del 1625, quando ancora lo stampatore Mascardi stava preparando l'Apiarium, i Lincei presentarono alla corte papale un'incisione -larga (mediamente) oltre trenta centimetri e lunga poco più di quaranta- che reca il titolo di Melissographia. In essa alcuni particolari di elegante decoro esaltavano il pontificato di Maffeo Barberini (Urbano VIII) e un cartiglio collocato all'estremità superiore del foglio indicava che l'opera era dedicata allo stesso pontefice. Al centro del disegno era rappresentata un'ape in tre diverse posture. Alla base del foglio stesso, verso gli estremi di un secondo cartiglio contenente alcuni distici latini di Giusto Ricchio, trovavano posto i disegni raffiguranti alcuni organi dell'insetto osservati con l'ausilio del microscopioXVI. Con quest'opera la continuità tra la scrittura e il disegno assume per i Lincei un valore emblematico. Scrittura e disegno si dimostrano strumenti complementari per la trasmissione delle conoscenze del mondo naturale. Affiancandoli, l'obbiettivo ultimo delle ricerche dei Lincei diviene quello di formulare e comunicare una definizione finalmente credibile della realtà naturale, imponendo ordine e misura a un universo di dati in spontaneo e continuo mutamento. Gli strumenti di potenziamento dell'osservazione, quale il microscopio, supportano le pratiche investigative tradizionali, libresche ed empiriche, conferendo loro slancio nella ricerca della verità. Nel caso della Melissographia, si può affermare che il disegno imita la realtà osservata e la rappresentazione si offre come replica fedele di essa.
XVI. L'autore delle osservazioni microscopiche era Francesco Stelluti:«Franciscus Stellutus Lynceus Fabr.is microscopio observabat.»