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Introduzione

I. Significato dell'Apiarium

L'Apiarium di Federico Cesi rappresenta uno dei capitoli più significativi del vasto programma naturalistico, storico-erudito e letterario concepito dall'antica Accademia dei Lincei. Per molto tempo esso è stato giudicato una creazione 'minore' della produzione naturalistica italiana del tardo Rinascimento e considerato ora un puro e semplice prodotto di politica culturale ora un testo dal rilievo limitato alle brevi sezioni contenenti i risultati della prima osservazione microscopica delle api. In parte giustificata, perché costretta a penetrare il cuore di un testo steso in un arduo latino, l'ottica degli interpreti ha finito per freddare la luce di quest'opera e congelarne le aspirazioni e il fremito. Nelle intenzioni del suo autore l'Apiarium era stato immaginato come un vasto spazio colmo di pose emotive all'interno del quale si sarebbero dovute incontrare le esigenze della più avanzata ricerca scientifica e le eleganze erudite della cultura letteraria della più tarda latinità.

La sintetica introduzione premessa all'edizione digitale (essa sarà notevolmente sviluppata nella successiva edizione a stampa) ha la funzione di avvicinare il lettore moderno, spesso dotato di una sensibilità letteraria schematica, a questo difficile testo. In primo luogo in essa si tenterà di chiarire la struttura dell'opera, cercando di spiegarne l'articolazione complessiva e la successione dei diversi quadri di testo che la compongono. Quindi, si illustrerà la genesi dell'opera e si esamineranno le diversità che intercorrono tra i pochi testimoni che ci sono pervenuti, tentando, altresì, di dare un senso agli intrigati problemi dell'uso dei diversi caratteri di stampa e del singolare formato prescelto da Cesi come supporto cartaceo. Di seguito, si presenterà una prima analisi delle fonti a cui l'opera si ispira; si proporrà una sintetica valutazione del valore descrittivo dell'iconografia che accompagna l'Apiarium, riferendosi non soltanto all'acroterio numismatico che ne è parte integrante, ma anche alla Melissographia e alla tavola delle api inclusa da Francesco Stelluti nel suo Persio tradotto in verso sciolto.