- I. Significato dell'Apiarium
- II. La struttura dell'opera
- III. I caratteri di stampa
- IV. L'Apiarium a stampa
- V. La tradizione manoscritta
- VI La genesi dell'Apiarium e della Melissographia
- VII. La trascrizione
- VIII. Le fonti
- IX. L'iconografia
- X. L'edizione digitale
IX. L'iconografia
Sussiste un rapporto immediatamente evidente tra i contenuti delle opere che i Lincei dedicarono alle api e le illustrazioni con le quali le accompagnarono. Nella grande epigrafe dell'Apiarium è incastrato un acroterio numismatico particolarmente dinamico ed espressivo. Parte integrante della stessa opera del 1625 deve essere considerata anche la grande tavola delle api, denominata Melissographia, contenente l'incisione a bulino di un elegante disegno dell'artista fiammingo Matthias Greuter. Organica a questi medesimi supporti grafici appare anche la tavola che accompagna la Descrizione dell'ape, inserita da Francesco Stelluti nel suo Persio tradotto in verso sciolto. Tutti e tre questi raffinati prodotti iconografici lincei, ben lungi dal rimanere sullo sfondo come semplici decorazioni ai testi, si configurano come strumenti della strategia argomentativa di Cesi e dei suoi collaboratori. L'insieme sofisticato degli elementi che li compongono stimola nel lettore le capacità di apprendimento delle forme organiche che riproducono e dà corpo e densità a intuizioni conoscitive che la lettura dei testi può solo in parte suscitare.