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Introduzione

IX. 1 L'acroterio numismatico

All'epigrafe dell'Apiarium è direttamente collegata una corona di quattro monete centrata dallo stemma della famiglia Barberini, raffigurante un trigono di api. Si tratta di monete provenienti presumibilmente dalle città di Aptera ed Efeso, nonché dalla regione del Metaponto, tutte risalenti ai secoli III e II a.C.XV Tre delle quattro monete -la prima da sinistra e le due alla destra dell'effigie barberiniana- sono riprese da Cesi direttamente dal De animalibus insectis di Ulisse Aldrovandi e dalle Apes Dianiae del Linceo belga Giusto Ricchio. La loro presenza serve a dimostrare il ruolo delle api nelle tradizioni e nei riti dell'antico mondo greco-romano e a provare la vetustà del culto di questi animali. L'adorazione delle api, come Cesi stesso spiega in uno dei riquadri della colonna di destra dell'Apiarium, si connetteva strettamente fin dal suo sorgere con quella di Cerere e di Era, cioè con il culto delle divinità espressione della fertilità della terra e del genere umano.


XV. Cfr. E. Schettini Piazza, Teoria e sperimentazione nell' Apiario di Federico Cesi, in Convegno celebrativo del IV centenario della nascita di Federico Cesi: Acquasparta, 7-9 ottobre 1985, Accademia Nazionale dei Lincei, Roma, 1986, pp. 231-249, in particolare p. 237.