Apiarium
Sezione: 1
aMellea te forsan dulcedo ex Physico Vatem reddidit Plini, qui urbanas Apes, qui barbaras protulisti: hoc siquidem nectare, hoc caelesti lymphatus latice, urbanas moribus, virtute, dignitate praesensisti: agmine, puritate, concentu, barbaras.2
Note
a. APIARI EMBLEMATA. Ad Apum ingenium et quae indesunt. URBANAE PLINIO NECNON BARBARAE APES ^
2. La presenza sicura e persistente della Naturalis Historia (d'ora innanzi NH) di Plinio nell'Apiarium appare particolarmente significativa. L'evocazione in principio d'opera della figura del celebre compilatore latino ha un valore inequivocabilmente programmatico. La sezione entomologica di NH dedicata alle api (XI, 4-23) rappresenta, insieme al De animalibus insectis libri septem dell'Aldrovandi, la fonte più utilizzata da Cesi per la preparazione della sua opera. Com'è ben noto, il lavoro pliniano si inscrive nel solco dell’antica zoologia descrittiva che, tradizionalmente, si dipana a partire dall'opera di Teofrasto e dalla continuazione dell'aristotelica Historia animalium. Richiamandosi idealmente a essa, Cesi ne rivendica di fatto i metodi, gli insegnamenti e la fertile progettualità. Nei confronti dei suoi prodotti più tipici, nondimeno, l'Apiarium dimostra un sottofondo di complessità ben più marcato. Il dato essenziale da porre in evidenza è che la riflessione naturalistica di Cesi risulta imbevuta di potenti suggestioni funzionalistiche di stampo aristotelico e galenico e, guardando agli scrittori moderni, è solidale con la visione empirica dell'anatomia di Vesalio. Il tratto teorico che più strettamente collega -e al tempo stesso, nondimeno, discrimina- l'Apiarium cesiano alla tradizione pliniana, che peraltro raggiungeva il tardo Cinquecento fortemente rinnovata dai grandi commentari umanistici e dalla potente tradizione castigatoria, è rappresentato dalla costruzione dell'edificio tassonomico nel quale si trovano descritte le diverse famiglie di api. Almeno in parte, la logica della sua ramificazione pare basarsi sopra elementi di giustificazione morfologica di tipo superficiale, piuttosto che strutturale e interno. Nella maggioranza dei casi le disposizioni tabellari sembrano rispondere a un ordinamento che guarda alle caratteristiche visibili delle api e ai loro comportamenti, tralasciando sostanzialmente gli elementi anatomici. Questi vengono, però, almeno in una certa misura, recuperati nelle brevi sezioni dell'Apiarium nelle quali sono riportati i risultati dell'osservazione microscopica sulle stesse api. Per le fonti del primo quadro di testo, si veda Plinio, NH XI, 19, 59, dove la variatio fra generi di api urbane e barbare si trova espressa con i termini «rusticae silvestresque» e «urbanae». L'aggettivo latino 'urbanae' dovrebbe qui venire appropriatamente reso con l'italiano 'domestiche'. Ma la necessità di far emergere anche agli occhi del moderno lettore il richiamo cesiano alla persona del papa Urbano VIII, attraverso l'evocazione delle api protagoniste del suo stemma, ha spostato la scelta sulla forma italiana 'urbane'. Sui presupposti filosofici dell'antica tradizione naturalistico-descrittiva teofrastea e pliniana e sulle sue origini, cfr. R. W. Sharples, Theophrastus as Philosopher and Aristotelian e A.M. Battegazzore, L'originalità della posizione teofrastea nel contesto del pensiero animalistico aristotelico e della fisiognimica zoo-etica tra Peripato, Stoa e loro critici, entrambi in Theophrastus. Reappraising the Sources, ed. by J. M. van Ophuijsen and M. van Raalte, Transaction Publisher, New Brunswick-London 1998, pp. 267-280 e 223-266. Per una discussione sui presupposti epistemologici dell'opera di Plinio ci si può riferire a M. Vegetti, Lo spettacolo della natura. Circo, teatro e potere in Plinio, in Tra Edipo e Euclide, Il Saggiatore, Milano 1983, pp. 91-111. ^
Forse, Plinio, la dolcezza del miele fece di te, filosofo naturale, un vate, tu che rivelasti le api urbane e le barbare. Certo inebriato da questo nettare, da questo lattice celeste, presentisti le urbane dai costumi, dalla virtù e dalla dignità , le barbare dalla schiera, dalla purezza, dall'armonia.