Apiarium
Sezione: 3
Quae convictus bene instituti sunt, pete ab Apibus luculenter. Provocant siquidem ad universam moralem philosophiam. Ab hisce Volucellis, praeter ipsam morum puritatem, probitatem, discenda, quae ad domum et familiam: quae ad Civitatem: quae ad opera, labores, munimenta, defensionem ipsam, spectent, quae denique ad omnem rationem vitae civilis.4
Note
4. Il riflesso del precedente concetto si fa, in un certo modo, più potente nel momento in cui il discorso di Cesi incontra direttamente la luminosità della poesia di Virgilio. L'idea delle api quali maestre di virtù, la cui vita appare agli occhi degli umani osservatori come regolata da leggi costanti e penetranti, era stata solennemente espressa proprio nel verso virgiliano di Georg. IV, 154: «[...] magnisque agitant sub legibus aevum». Nell'Apiarium la voce armoniosa del Virgilio del quarto libro delle Georgiche si diffonde un po' ovunque. Si può forse affermare che essa sia il più sostanzioso alimento della vena estetizzante della prosa cesiana, creatrice di suggestioni idillico-pastorali e di taluni momenti di leggero e malinconico trascendimento della realtà che volteggiano sovente sull’intero trattato del 1625. Con i suoi ondeggiamenti callimachei e con il suo sottofondo panvitalistico e lucreziano, la poesia di Virgilio ispira in Cesi anche l'idea di una natura viva, animata e palpitante, regno di luce e di colore, della quale le api rappresentano la porzione migliore essendo tramiti di contatto tra il mondo divino e quello terrestre. Per primo orientamento, K. Büchner, Virgilio. Il poeta dei romani, ed. it. a cura di M. Bonaria e E. Riganti, Paideia, Brescia 19862, pp. 369-385; A. La Penna, Il canto, il lavoro, il potere, in Virgilio, Georgiche, introduzione di A. La Penna, traduzione di L. Canali, Rizzoli, Milano 19882, pp. 5-112. Sul tema della virtù delle api e della similitudine della vita umana e apina, cfr. anche Cicerone, De off. I, 157 e Varrone, De re rust. III, 16, 6. Sui miti greci legati alle api, si veda P. Scarpi, Il picchio e il codice delle api: itinerari mitici e orizzonte storico-culturale della famiglia nell'antica Grecia: tra i Misteri di Eleusi e la città di Atena, Bloom, Bologna 1984. Una fonte utilizzata da Cesi per l'interpretazione del IV libro delle Georgiche potrebbe essere rappresentata dai Symbolarum libri XVII quibus P. Virgilii Maronis Bucolica, Georgica, Aeneis ex probatissimis auctoribus declarantur, comparantur, illustrantur. Per Jacobum Pontanum de Societate Iesu, Lugduni, I. Pillehotte, 1604, un'opera che, alle colonne 532-613, contiene un disteso commento ricchissimo di riferimenti al mondo delle api ripresi dalle opere degli antichi scrittori che prima e dopo lo stesso Virgilio ne avevano trattato. ^
Trai mirabilmente dalle api i modi di convivere che sono ben costituiti, dal momento che esse si appellano ad una filosofia morale di valore universale. Da questi piccoli esseri volanti, oltre alla purezza e all'onestà dei costumi, si deve imparare tutto ciò che attiene alla casa e alla famiglia: la città, le opere, il lavoro, le fortificazioni, persino la difesa, infine il sistema che regola il vivere civile.