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Apiarium

Sezione: 62


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Peculiares quasdam, forma ab aliis aliquantulum differentes, Germani alunt, quae doceri quodammodo possint: ita enim instruunt Mellitores, ut per alvearia discurrant, et mel Dominis suis copiosum conferant: unde caeteris ingeniosas magis, magisque Sagaces existimare par erit: quae et astu et dexteritate simul antecellant.169

Ut autem animi viribus Germanicae praedictae pollere videntur, utpote quae instrui possint in hominum obsequia; ita robustiores corpore in Samogithia a Cardano notantur, quae et frigoribus resistant, et optimum mel elaborent.170Adiungere autem ex Olao Septentrionales possumus;171et quae apud gelidos et glaciales Scythas sunt ex Aeliano: apud Sarmatas certe Pinetis maxime iuvari traditum.172Ad Tanaim plurimum mellis Scaligero.173

Note

169. «Quamobrem laudandi mihi videntur mellarii apud Germanos, qui priore messe non nisi cellas inanes rescindunt usque ad favos, in quibus mella, caventque ne ea laedant.», in De animalibus insectis libri septem, cum singulorum iconibus ad vivum expressis. Autore Ulysse Aldrovando [...], p. 81.

170. Cfr. Hieronymi Cardani De rerum varietate, in Hieronymi Cardani Mediolanensis [...] operum tomus tertius quo continentur physica [...], op. cit., p. 71.

171. Cfr. Storia d'Olao Magno [...] de' costumi de' popoli settentrionali, tradotta per M. Remigio fiorentino, dove s'ha piena notitia delle genti della Gottia, della Norvegia, della Svevia, e di quelle che vivono sotto la tramontana, in Vinegia, F. Bindoni, 1561, pp. 506-507.

172. Cfr. Eliano, Nat. an. II, 53.

173. Cfr. Julii Caesaris Scaligeri Exoticarum Exercitationum libri XV de subtilitate ad Hieronymum Cardanum [...], op. cit., p. 159.

 

 

 

 

 

I Germani ne allevano alcune, alquanto differenti nell'aspetto dalle altre, che in un qualche modo possono essere ammaestrate. Infatti istruiscono le raccoglitrici di miele così che trascorrano attraverso gli alveari e rechino ai loro padroni miele abbondante. Per questo motivo converrà crederle più ingegnose e più sagaci di tutte le altre api, delle quali sono superiori per astuzia e insieme per destrezza.

Come le suddette api germaniche sembrano essere potenti per la forza dell'animo, così da poter essere addestrate ad obbedire all'uomo, così di più robusta corporatura le notate da Cardano nella Samogizia, tali da resistere ai freddi e da elaborare un ottimo miele. D'altronde possiamo aggiungere quelle settentrionali tratte da Olao; e quelle che vivono presso il gelo e il ghiaccio degli Sciti, a parere di Eliano. Si è tramandato che presso i Sarmati ricevono il più grande giovamento dalle selve di pino. Per lo Scaligero vi è moltissimo miele presso il Tanai.