Apiarium
Sezione: 81
In Themiscyra ad Thermodoontem fluvium, tam in terra, quam in alveis favos construentes Aristoteles scribit: in quibus pauca admodum cera, mel crassum, favus laevis atque aequalis est.205Plinius duo haec Thermodoontica genera facit. Aliarum, quae in arboribus mellificant: aliarum, quae sub terra triplici cerarum ordine, uberrimi proventus.206Sed triplices in terra condentium favos, aliud a praedictis genus Aristoteli est, quod persaepe vermem nullum habeat. Subnascentem vermiformem prolem si intelligimus [ut congruum omnino videtur] sterile hoc plerumque erit.
Note
205. «Le api di Themiskyra presso il fiume Thermodon costruiscono in terra e nelle arnie dei favi che non hanno molta cera, anzi pochissima, ma un miele denso; il favo è liscio e uniforme.», Aristotele, Hist. an. 554b (tr. it. cit., p. 329).
206. «Presso il fiume Termodonte ci sono api di due specie: le une fanno il miele sugli alberi, le altre sotto terra, fabbricando una triplice serie di favi, e sono molto produttive.», Plinio, NH XI, 19, 59 (tr. it. cit., p. 573).
Aristotele scrive che in Temiscira, presso il fiume Termodonte, costruiscono favi tanto sulla terra quanto negli alberi, dove sono assai poca cera, miele grasso, favo liscio e uniforme. Plinio distingue due generi di api termodontiche: quelle che producono il miele sugli alberi e quelle che lo producono sotto terra, con un triplice ordine di cere, fonte di ricchissimo guadagno. Ma di quelle che costruiscono sulla terra favi triplici, per Aristotele esiste un genere diverso da quelli sopradescritti, che assai spesso non genera alcuna larva. Se riteniamo che la prole nasca vermiforme (come sembra affatto naturale), questa sarà perlopiù sterile.