Apiarium
Sezione: 51
Duces, inde Regios administros, quos cum Rege confundere solent Scriptores fere omnes, et multos ita Reges, vel potius Optimates inter Apes statuunt. Nos porro multo potius, admirandis in hisce Volucellis Monarchiam agnoscimus; bene suis muniis, membrisque uno solidoque in corpore constabilitam; quam rimis hiulcam, et multiplici compositione labilem Aristocratiam; Aristotelis quoque verba non discrepaverint; si τόν βασιλέα καί τούς ηγεμόνας, Unum illum Dominum ab adstantibus, iussa qui prope capessant; qui agminatim Populum ducant: distinguere volueris. Hisce Ducibus seditionis crimen interdum attributum intelligas; et quandoque minus obsequentes, aut alioquin culpabiles, extra alveos Regia procul ab Aula, interemptos.153
Note
153. In effetti molti degli scrittori antichi, tra cui Plinio e Columella, riprendendo lo stesso Aristotele (Hist. an. 553a), il quale usa proprio letteralmente i sostantivi ό βασιλεύς e ό ηγεμών, avevano distinto due o tre generi di 're'.
Condottieri, e inoltre ministri regi, che quasi tutti gli scrittori sogliono confondere con il re, e così individuano tra le api molti re, o piuttosto ottimati. Ma noi meglio, tra queste piccole volatrici, riconosciamo la monarchia, resa stabile dai suoi compiti, dalle membra e da un unico solido corpo, piuttosto che un'aristocrazia divisa da contrasti e debole per la molteplice composizione. Anche le parole di Aristotele ton basilea kai tous eghemonas suoneranno appropriate, se vorrai distinguere quell'unico signore dagli altri che lo attorniano, i quali prendono ordini e guidano in schiere il popolo. Sappi che talora a questi condottieri si imputa la colpa della sedizione e che talvolta i meno obbedienti, o altrimenti colpevoli, li si uccide fuori dai favi, lontano dalla sede regia.