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Apiarium

Sezione: 85


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Sunt autem et Parvulae magis. Culicum perexiguo corpore a Ioanne Stadio tertiae traduntur, in Brasilia; nec ob id non laudati Mellis feraces: optimum siquidem in cavis congerunt arboribus. Narrat praeditas aculeo quam nostrates, minus acri; quod ab imbecilli corporis modulo crediderim: Irruere tamen catervatim illas in mella auferentes Incolas, et ita inhaerere, corporibusque impingi; ut nuda e cute removendis vix manibus sufficere possint: se quidem, dum operi interesset, adeo moleste compunctum, ut primo eas ferre non posset, sed flumen petens immersione ipsa abigere conaretur.211

Note

211. La notizia è ripresa da Cesi direttamente da Caroli Clusi Atrebatis Exoticorum liber decimus sive simplicium medicamentorum ex novo orbe delatorum, quorum in Medicina usu est, Historia hispanico sermone tribus libris descripta a D. Nicolao Monardo [...], op. cit., p. 306.

 

Ve ne sono ancora più piccole. Le censisce terze Giovanni Stadio, in Brasile, con il corpo minuscolo delle zanzare, pur tuttavia ricche di copioso miele, dal momento che lo raccolgono ottimo nelle cavità degli alberi. Egli narra che sono dotate di pungiglione come le nostre, meno appuntito, e inclino a credere che questo si debba alla ridotta misura del corpo. Narra tuttavia che in massa si gettano addosso agli indigeni che tentano di portar via il miele, aderendo tanto ai loro corpi che a malapena essi sono in grado di staccarle con le mani dalla nuda pelle. Infatti racconta che, mentre si trovava in mezzo ad esse, venne punto così dolorosamente che non riusciva inizialmente a sopportarle e tentava di scacciarle cercando un fiume nel quale immergersi.