Apiarium
Sezione: 68
Favent nobis benignius illae. Optima mella optimis ex Apibus, ad Styraceta prope Urbem, et Terebinthi Sylvulas nostri in Latio Caelii, Patulique ac Iani montis, ad antiquam Meduliam, elaborantur; indeque et aliunde, propinquorum e locorum felicibus beneque florentibus viretis, praestantissimo melle Aromatopolia, et Opsonopolia181in ipsa Civitate complerentur: nisi in eam copiosius id exquirentem invecta Mercatorum haud ferenda impostura, plerumque [quae insolens fermenti ratio] licentius multo, quam decentius, exaugeretur; dum prorsus importuno, et iniquo consortio, fabae favis iungi solent. Certe Hispanicas, Hybleas, Hymettias Apes praecelluerint; mellaque inde ipsa, si purius exceperis, et servaveris.
Note
181. Escursioni lincee sul monte Giano, o Gennaro, sono documentate per l'anno 1611 all'interno di una lettera di Cesi a Galileo, spedita da Tivoli il 21 ottobre:«L'haver tutti questi bei giorni minutamente visitato et ricerco il mio Monte di Giano qui vicino, con quattro eruditissimi botanici, ha cagionato che sin hora non ho potuto dar risposta alle sue gratissime.», in G. Gabrieli, Il carteggio linceo, op. cit. p. 175. Sull'argomento si veda anche G. Belloni Speciale, La ricerca botanica dei Lincei a Napoli: corrispondenti e luoghi, in Galileo e Napoli, a cura di F. Lomonaco e M. Torrini, Guida, Napoli 1987, pp. 59-79. Per quanto concerne le ricerche mineranologiche e per le campagne di erborizzazione dei Lincei sui monti intorno Roma, si veda G. de Angelis, I monti della Lince, Provincia di Roma-Club Alpino Italiano, Roma 1985, in particolare pp. 83-145.
Esse ci sono propizie in modo più benigno. Eccellenti i mieli ricavati da ottime api a Stiraceta, nei pressi dell'Urbe, e, nel Lazio, nei boschetti di terebinto dei monti Celio, Patulo e Giano, presso l'antica Medulia. Nella stessa città i mercati di aromi e di companatici si riempirebbero di ottimo miele, tratto ovunque da luoghi verdeggianti, fertili e ben fioriti; ove non fosse gravato dell'insopportabile impostura dei mercanti, introdotta nella città che più abbondantemente richiede il miele, bene spesso più indecentemente che decentemente (spudorato il metodo della fermentazione). All'insegna di una unione affatto illegittima sogliono unire le fave ai favi. Certo superano le api ispaniche, iblee e imezie, e di conseguenza i mieli stessi, se li accoglierai nel modo più puro e li conserverai.