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Apiarium

Sezione: 30


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Scis platonicas, scis pindaricas Apes; spectato nunc aemulas Socratis illius venerandi Graecanicae sapientiae Patris, simas scilicet, compresso narium apice. Quinimo Apum Reges ex cerebro Taurino progenitos ipsius aemulos Minervae. Si hanc Iovis prolem obieceris: et illum quondam memento eodem sub Tauro delituisse. cerebrigenas interim, iovias, socraticas, palladias dixeris Apes. Praeterea Api ab ipso apollineas, castitate ab ipsa dianias dictas, et Musis ab omnibus musicas. Dotibus profecto, mysteriis sacris, prophanis, heroicis, historiis, exemplis, fructu, ingenio; praesignes, nobiles Apes nullis unquam encomiis satis extuleris.106

Note

106. Convergono in questo riquadro di testo una gran quantità di riferimenti e di spunti ritratti dalle narrazioni mitologiche e rituali nelle quali sono implicate le api. E' interessante osservare come esso sia stato inserito da Cesi tra una serie di altri tre riquadri contenenti lo sviluppo dei resoconti protocollari delle osservazioni microscopiche, in modo da dare corpo a un'atmosfera quasi da epillio nel bel mezzo di una serrata serie di resoconti osservativi. Un velo di lontananza fantastica avvolge a questo punto il lettore, deviandone l'attenzione. Uno spazio ampio si allarga di fronte al campo della sua visione ed egli si trova finalmente in grado di contemplare in tutta chiarezza la luminosità morale e l'ascendenza divina del mondo delle api. La serie degli aggettivi utilizzati stavolta non fa alcun riferimento agli attributi naturali dei piccoli volatili, ma solo a qualità favolose ricavate dal vasto e vario universo dell'immaginario poetico e mitologico. Di essa l'elemento maggiormente caratterizzante è forse l'accenno alla bugonia, cioè alla rigenerazione dello sciame delle api dall'interno della carcassa putrefatta di un vitello, evocazione di un mito di un'enorme pregnanza di senso il cui significato verrà illustrato più avanti. Le fonti maggiormente utilizzate per i passi cesiani paiono Virgilio e Columella che, fra gli scrittori latini, sono quelli che più rammentano alcune delle leggende sulle origini delle api. Fra i moderni, La occulta corrispondenza del Bracci e le Apes Dianiae del Ricchio.

 

Conosci le api platoniche, conosci quelle pindariche; guarda ora le emule di Socrate, il venerabile padre della sapienza greca, cioè le api scimmia, con il naso dalla punta schiacciata. E conosci persino i re delle api generati dalla testa taurina, emuli della stessa Minerva. Se vorrai presentare questa prole di Giove, ricorda che un giorno anche costui si è riparato sotto lo stesso Toro. Nel frattempo potresti definire le api cerebrigene, giovie, socratiche, palladie. Le definirai inoltre apollinee dallo stesso Api, danie per la stessa castità, musiche per tutte le Muse. Mai abbastanza potrai lodare le insigni, nobili api con encomi adeguati alle loro doti, ai misteri sacri e profani, agli esempi eroici e storici, ai frutti, al loro ingegno.