Apiarium
Sezione: 16
jFructus ab Apibus quos habes? Mel, ceram, commosim propolim, pissoceron, erithacen, favos ipsos.30 Haec tibi plura, nec unius modi, aut facultatis congerunt; haec componunt, in corporis plura quidem beneficia, praesignes certe succos, perutilem materiam. At potiora longe, digniora, dulciora, quae mentibus animum si advertas, instillaverint. Ex morali mysticaque naturae penu monita: exempla: signa. Adiecerint et stimulos ad virtutum et laborum ineundos cursus, adversus quamvis ignaviam, et otii damna. Ipsam haec mentem perpungere aculeo longe validiori poterunt. Pudor sit, si minima animalcula humanis ingeniis anteire videantur. Dum Apes opes animi, corporisque confertim tibi cumulant; tu vel habere, vel uti nescias?
Note
j. Quae ab Apibus et quomodo proveniant. Apum fructus enumerantur embl.
30. «Gli specialisti chiamano commosi il primo rivestimento, pissocero il secondo e propoli il terzo che, posto tra questi strati e la cera, è di grande utilità in medicina. La commosi forma il primo strato ed è di sapore amaro. Vi si sovrappone il pissocero, vischioso, sorta di pece o di cera più liquida. La propoli proviene dalla gomma più dolce delle vigne e dei pioppi ed è già di consistenza più spessa per l'aggiunta di fiori; tuttavia non si tratta ancora di cera, ma della base dei favi. Con essa si impedisce l'accesso al freddo e agli altri pericoli; anch'essa ha un odore forte, al punto che in genere sostituisce il galbano. Inoltre viene messo da parte l'eritace, che alcuni chiamano sandracca, altri cerinto. Sarà il cibo delle api durante i loro lavori; si trova spesso riposto nelle cavità dei favi; anch'esso ha sapore amaro.», Plinio, NH XI, 6-7 (tr. it. cit., p. 553). I prodotti dell'opera delle api erano, fin dall'antichità, variamente utilizzati. La credenza che il miele e, almeno indirettamente, i suoi derivati cadesse dal cielo e fosse semplicemente raccolto dalle api ne aveva fatto un prodotto assai utilizzato nei rituali religiosi. Il tema dell'aculeo morale non manca in nessuna delle opere dedicate alle api nel XVI secolo, ed è diffusamente discusso nel De animalibus insectis dell'Aldrovandi, anche attraverso il ricorso ad analogie che chiamano in causa lo stesso Cristo rappresentato nelle vesti di giudice universale. Nel clima culturale tipico della Controriforma questo motivo costituisce un utile strumento di addomesticamento e di guida spirituale delle coscienze.
Quali ritieni siano i frutti prodotti dalle api? Il miele, la cera, la commosi, la propoli, il pissocero, l'eritace, i favi stessi. Queste sostanze raccolgono per te più elementi che non presentano una sola maniera o un solo potere e compongono succhi certo eccellenti e una materia di estrema utilità che beneficia il corpo umano in più modi. Se ben rifletti, le api istilleranno nelle menti umane cose di gran lunga preferibili, più degne e dolci, moniti, esempi e segni della riserva morale e mistica della natura. Aggiungeranno anche stimoli ad intraprendere il corso della virtù e delle fatiche contro ogni forma di ignavia e di danno dovuto all'ozio. Potranno pungere la mente stessa con un pungiglione di gran lunga più potente. Vergogna se animaletti piccolissimi sembrano precedere il genere umano. Mentre esse accumulano per te, a beneficio dell'anima e del corpo, le loro sostanze, potresti tu ignorare il modo con cui ottenerle e sfruttarle?