Apiarium
Sezione: 78
Sed Maiores Hispanicis Peruanas Cieca tertio loco describit, quae aculeo careant, et nihilominus in Mellitores impetum faciant, mireque se illorum capillis et barbis implicent, probatissimum Mel ad duodenas fere libras in singulis Alveariis ferant;IX quae sibi in Ceybae vastae arboris aliarumque huiusmodi cavitatibus constituunt.202
Note
IX. fere libras in singulis Alveariis ferant; [M e O:] fere in singulis Alveariis libras ferant;
202. Cfr. supra. L'opera del Cieça venne tradotta anche in lingua italiana nel 1576 con il titolo di Cronica del Gran Regno del Perù con la descrittione di tutte le provincie, costumi e riti [...] scritta da Pietro di Cieca di Lione in lingua spagnola. Tradotta nella italiana per Agostino di Cravaliz, Venetia, C. Franceschini, 1576, il passo indirettamente richiamato da Cesi si trova alla p. 203 di questa edizione.
Ma Cieca al terzo posto pone le peruviane, più grandi delle ispaniche; prive di pungiglione, tuttavia si lanciano contro coloro che raccolgono il miele, mirabilmente si attaccano ai capelli e alle barbe e producono un eccellente miele in misura di quasi dodici libbre per ogni favo, che creano a Ceiba, nelle cavità di un ampio albero o di altre simili piante.