Apiarium
Sezione: 6
Hexagonae aequis lateribus cellulae, senis forsan a cruribus, amussis adhibitae nullius ope, ad quaemvis tamen amussim elaboratae:8 Mira, et artificiosissima substructionum ratio, pendentiumque aedificiorum, et connexio et paritas, absque ullo ponderum, et ruinae periculo: constructa domicilia, et domorum ad viventem continendam rite recteque familiam, disposita et decenter commoda: Regiae, civiles, plebeiae et serviles cellae, dignitatis, meritorum, ipsiusque operis ratione habita, constitutae. Collabentium ab exterioribus praesertim damnis, reparatio, fulcra, subductiones, statumina apposita;9 unde Antonomasticum nobis admirantibus Fabricae nomen; architecturam, mathematicas, illas inquam disciplinas; quibus tam multi ex hominibus expertes sunt, in apibus celebrant. Militarem quoque Architecturam, muniendi utilissimam illam artem, antiquiorem forsitan, quam apud ullos homines invenias, et methodice ac diligenter usurpatam, materiis Physice insumptis, Mathematice in figuras dispositis; si quae circumcirca obducunt, et adaggerant ad arcendas et propulsandas quascunque iniurias, consideres;10 si in lapideos tubulos, constrictos aditus, et quae huiusmodi in Alveariis plura, respexeris11. Staticam ipsam, si praecisius exquiris, arreptis, dum se saburrant adversus furiosos ventorum impetus, lapillulis, adverte. Astrologiam si vis, haud inanem, haud superstitiosam [qualis in hominibus persaepe ridenda et principibus viris incassum Aulicorum in gratiam vano et temerario ausu minitans] rationem habitam temporum ab ipsis syderibus; et aeris regulas, indeque praesagia considera. Adde et Vicarios lucis usus, ut omnem astronomiam senioribus praesertim in Apibus, plenissime demireris.12
Note
8. Era stato Varrone, fortemente attratto dal gioco delle proporzionalità numeriche naturali, a enfatizzare una tale simmetria e a rammentare come l'esagono fosse considerato dai matematici del suo tempo la figura geometrica che occupa la maggiore estensione di un cerchio. Cfr. Varrone, De re rust. III, 16, 5 e Plinio, NH XI, 12, 29. Il richiamo a Varrone, espresso in termini analoghi a quelli usati da Cesi, si ritrova anche, arricchito della testimonianza di San Basilio sulla naturale perizia geometrica delle api, in Ulisse Aldrovandi:«D. Basilius discere nos hortatur, quomodo geometriae inventionum rudis non sit sapientissima apis, argumento quod omnes favorum ipsarum cellae sexangulae sunt, et aequalia latera habent, non in directum alternatim incumbentes, ut ne quid patiantur ima vacuis adaptata, sed angulis sexangularum infernarum sedes, et fulcrum sunt incumbentium, ut secure supra se onera elevent ac sustineant, et separatim in unaquaque civitate humor contineatur.», in De animalibus insectis libri septem, cum singulorum iconibus ad vivum expressis. Autore Ulysse Aldrovando [...], op. cit., p. 23.
9. Per l'insieme di questi elementi, Plinio, NH XI, 10, 22-24.
10. Eliano aveva messo in evidenza la speciale erudizione matematica delle api e aveva collocato questa loro sapienza naturale al di sopra di quella artificiale umana:«Le api mostrano di conoscere la geometria; dispongono infatti le celle con bella simmetria e senza usare lo strumento chiamato dagli esperti 'compasso', e senza conoscere la tecnica e le regole di quella disciplina sanno impiegarla con buon successo.», in Eliano, La natura degli animali, introduzione, traduzione e note di F. Maspero, Rizzoli, Milano 1998, I, p. 295. Di questa opera Cesi possedeva un'edizione della prima metà del XVI secolo con testo latino e commento curati dal naturalista francese Pierre Gilles: Ex Aeliani Historia per Petrum Gyllum latini facti, itemque ex Porphyrio, Heliodoro, Oppiano, tum eodem Gyllio luculentis accessionibus aucti libri 16 [...], Lugduni, S. Gryphium, 1533. Cfr. A. Capecchi, Per la ricostruzione di una biblioteca seicentesca. I libri di storia naturale di Federico Cesi 'Lynceorum Princeps', op. cit., p. 162.
11. Plinio, NH XI, 10,24; Eliano, Nat. an. I, 11.
12. Come risulterà chiaro anche più avanti, analizzando le doti naturali da Giove concesse alle api, l'Antichità riteneva che a questi animali si dovesse attribuire una specie di spirito divino che permetteva loro di raccogliere direttamente dal cielo i divisamenti degli dei. Per Virgilio, per esempio, erano state proprio le api a presagire la venuta di Enea nel Lazio (Virgilio, En. VII, 64-67), mentre a Plinio piacque ricordare il notissimo aneddoto -tramandato anche in Cicerone, De div. I, 78 e II, 66- con il quale si celebrava la soave eloquenza del filosofo Platone:«Sospese a grappoli nelle case e nei templi, le api forniscono dei presagi sia privati sia pubblici, che spesso vengono confermati da grandi avvenimenti. Esse si posarono sulla bocca di Platone ancora bambino, preannunciando così la soavità della sua dolce eloquenza.», cfr. Plinio, NH XI, 18, 55 (per la traduzione italiana di NH ci si riferisce a Gaio Plinio Secondo, Storia naturale. II. Antropologia e zoologia. Libri 7-11, traduzioni e note di A. Borghini, E. Giannarelli, A. Marcone, G. Ranucci, Einaudi, Torino 1983, p. 571). Vale la pena di notare come Cesi, raccogliendo e dando rilievo all'antica credenza di una sapienza oracolare delle api, ne tramuti di fatto la caratterizzazione e riconosca ai piccoli animali volanti un'innata sapienza tecnico-scientifica di marcata ascendenza divina.
Le piccole celle sono esagonali, forse per il numero delle zampe, costruite senza ricorso ad alcuno strumento di misura, pur tuttavia realizzate come impiegandolo: mirabili sia la tecnica straordinaria delle fondamenta sia la regolarità e la solidità delle costruzioni sospese, evitando i pericoli del peso eccessivo o del crollo. Gli edifici sono stati costruiti e disposti per contenere in modo compiutamente ordinato la vita di una famiglia e provvisti di decoro e comodità. Le celle dei re, dei cittadini, della plebe e degli schiavi sono state erette tenendo conto della dignità, dei meriti e dello stesso lavoro. Sono apposti riparazioni, sostegni, appoggi e puntelli per ovviare ai danni provocati da crolli esterni, così che per noi, pieni di ammirazione, risulta antonomastico il nome di fabbrica: mi riferisco all'architettura e alla matematica. Molti uomini, che di quelle discipline non sono edotti, le celebrano nelle api. Così anche l'architettura militare, l'arte utilissima di fortificare, conosciuta forse prima degli uomini e da questi usurpata con metodo e diligenza, utilizzando la materia con attenzione alla fisica e disponendola in figure secondo i principi della matematica. Come si vede se consideri il materiale che trasportano tutt'intorno e ammassano per sventare ogni possibile attacco offensivo, e se osservi i canali di pietra, gli accessi angusti e le moltissime cose analoghe presenti negli alveari. Se compi una ricerca più precisa, ritrovi la presenza della Statica quando si zavorrano con piccoli sassi strappati per resistere all'impeto furioso dei venti. Se vuoi, l'Astrologia, non vacua, non superstiziosa come quella che presso il genere umano fu assai spesso oggetto di riso e che tuttavia minaccia, anche se inutilmente, a vantaggio dei cortigiani gli uomini più importanti, bensì quella che trae dalle stelle il calcolo delle stagioni. Considera anche ciò che regola l'aria e successivamente volgi l'attenzione ai presagi. Aggiungi anche gli usi vicari della luce così che tu possa ammirare nel modo più completo l'astronomia nelle api, principalmente in quelle più adulte.