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Apiarium

Sezione: 69


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Si magis quoque mites Volucellae placent: Aethiopicae adeo domesticae ac mites dicuntur; ut inter hominum cubilia examina conficiant, quod ibi forsan innatum propriumque omnibus existit. Nam interdum et nostratium in domorum partibus, vel etiam cavaediis, examina consedisse compertum: quod meis in aedibus non sine gaudio, utpote omni animi studio et propensione ipsis addictus, observavi: Quod insigne ac praeclarum, in Urbanis vere totius urbis, totius inquam, Orbis laetitiis, summo ipso in Vaticani vertice admiratus, veneratus sum.182

Note

182. Queste api erano considerate miti perché viventi in un territorio come quello africano, nel quale si riteneva non sussistessero le condizioni ambientali ideali per una loro proliferazione selvatica. Di conseguenza, si pensava cercassero nei pressi degli agglomerati urbani il clima riparato e dolce che era loro necessario, dando così luogo a un processo di addomesticamento. «In Africa vero minima est apum consuetudo», aveva sentenziato Ulisse Aldrovandi nella sua opera De animalibus insectis, soggiungendo altresì:«In Africa vero et solis ardores nimii sunt, et arborum et fructuum paucitas. Flores quoque sicubi frequentes habeantur, brevi deflorescunt, nam a calore aeris nimio absumuntur: fontes ac lacus et fluvii rarissimi. Quo sit, ut deficientibus iis quae apibus sunt necessaria, necesse est et apes abesse.», p. 57.

 

Se piacciono di più anche le miti piccole volatrici, le etiopiche si dicono domestiche e a tal punto miti che sciamano tra le camere da letto degli uomini, attitudine forse per tutte innata e propria. Infatti è certo che talora qui e là nelle nostre case o anche nei cortili risiedono sciami, cosa che ho osservato, non senza gioia, nel mio palazzo, mentre mi dedicavo ad esse con ogni studio e impegno cui l'animo inclinava. In cima alla stessa vetta del Vaticano ho ammirato con venerazione questo spettacolo insigne e illustre tra le delizie urbane di tutta l'Urbe e di tutto il mondo.