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Apiarium

Sezione: 65


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Quae autem mitiori animo sint, et in Dominorum obsequium eatenus mansuescant; ut et ipsas, et ipsarum favos, mellaque contrectare liceat, nostri Aquaspartani et Carsulani ad Portauram in Umbria alunt: quorum oppidorum in agris, praesertim montanis, probatissimum, vel in Sacchari quandoque aemulationem, mellificium; seu colorem spectes, seu duritiem, vel ipsum denique usum. Siquidem temperatis caelestibus auris, solum Serpillo vulgari, Hyssopo, Dauco, odoratisque pluribus stirpibus tegitur: quinimo et ipso Apum gratia, concelebrato Virgiliano Amello,177apertae magis sylvae ridere solent: pratis hinc inde hilariter chrysoianthino decore conspersis: in quibus non quidem Naiades illae Homericae Nymphae versantur, quarum in antro mellificent Apes: Sed Naiae discurrens rivulus gratos Apibus irrigat flores.178

Note

177. Virgilio, Georg. IV, 271.

178. Le Naiadi erano, com'è noto, divinità femminili della mitologia greca e romana. Cesi le evoca qui perché esse presiedevano alla vita dei fiumi, delle fontane e dei laghi, luoghi, tutti, amati oltremodo dalle api. Omero le rappresenta più volte nella sua opera come giovani e belle ninfe (cfr. in particolare Od. N, 103)

 

 

I nostri concittadini di Acquasparta e i Carsulani presso Portaura in Umbria allevano api d'animo più mite, che si addomesticano, tanto obbedienti al padrone, che le si può toccare insieme con i favi e i mieli. Nei territori di quelle città, specialmente montane, molto si apprezza la produzione del miele, talora a imitazione dello zucchero, se osservi il colore, la densità e, infine, l'impiego. Infatti il terreno, grazie ad aure temperate e celesti, si ricopre di sermollino comune, di issopo, di pastinaca e di molteplici specie vegetali odorose. Che anzi le selve più aperte sembrano risplendere delle api e di quel celebre virgiliano amello, mentre i prati sono ovunque lietamente ricoperti dalla bellezza del crisoiantino; colà non dimorano certo le Naiadi ninfe omeriche, nell'antro delle quali le api producono il miele, ma il piccolo rivo di Naia scorrendo irriga i fiori graditi alle api.