Apiarium
Sezione: 46
Civiles et Congregabiles; quae convivunt opere muniisque distinctae131in
Note
131. Plinio il Vecchio aveva contrapposto alle api rusticae e silvestres due generi di api urbanae. Si trattava del genere delle api corte, variegate, munite di un corpo rotondo e del genere delle api lunghe, simili alle vespe (cfr. NH XI, 19, 59). Cesi, dopo aver utilizzato indiscriminatamente all'interno delle cornici dell'Apiarium la forma urbanae per riferirsi a scopi elogiativi alla triade di api collocata nello stemma della famiglia Barberini e in quello del pontefice Urbano VIII, in tutto il corpo centrale della sua opera accosta a questo genere di api quello delle civiles, seguendo, al livello più alto, una coppia dicotomica che congiunge assieme da un lato api civiles e urbanae e da un altro api silvestres e solitariae. Così facendo, egli costruisce una tassonomia che affonda le proprie radici tanto nel lessico aristotelico quanto in quello pliniano.
Civili e socievoli; quelle che convivono distinte, per opere e per compiti, in: