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Apiarium

Sezione: 98


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Sirenes dictae, nuperis minus, aut nil fere cognitae: priscis Scriptoribus satis confusae. Ex Plinio ad Fucos trahunt, et ex Fucis esse, sicuti Nymphae ex Apibus, Dalechampius: Distinguit evidenter Aristoteles fere ab ipsis etiam Apibus; sed tamen ad Apum familiam prorsus reduci videntur, ut et Aelianus facit, Maiorem nigrum et varium dicit Aristoteles.

Minor Sirenis ei fuscus totus est. Alius non descripsit.226

Note

226. Plinio, NH XI, 16, 49; Aristotele, Hist. an. 623b; Eliano, Nat. an. V, 42. Autore di una Historia generalis plantarum (1586-1587) e di una Chirurgie françoise (1570), Jacques Daléchamp fu traduttore di Teofrasto e commentatore di Plinio il Vecchio. La sua edizione della Naturalis Historia fu tra le più fortunate dell'intero secolo XVI e, nella versione impressa nel 1606, figura nella biblioteca personale di Cesi. Cfr. Cfr. A. Capecchi, Per la ricostruzione di una biblioteca seicentesca. I libri di storia naturale di Federico Cesi 'Lynceorum Princeps', op. cit., p. 158.

 

Dette sirene, meno o per nulla note ai contemporanei, abbastanza confuse dai primi scrittori. Secondo Plinio conducono ai fuchi; Dalechamp sostiene che dai fuchi derivano come le ninfe dalle api. Con evidenza Aristotele le distingue quasi dalle stesse api, ma tuttavia sembrano assolutamente ascrivibili alla famiglia delle api, cosa che fa anche Eliano; Aristotele descrive il più grande nero e vario.

Più piccolo rispetto alle sirene, per lui è tutto scuro. Non altri lo descrisse.