Apiarium
Sezione: 42
zFestivae Apes culmina tenent. Mittit Hybla, Megara mittit, vel dicatis nummis non absque Phaebea Lauro. Parthenias Diana ab Epheso, nummis quoque mittit et gemmis insculptas, et triadis numero. Regnant certe Apes, mellea expectemus secula. Quid aurea prisca aetas, mutuatis quoque a melle laudibus, canis? Aliena haec sunt. Nil aurum sapit. Nil aliud praeter luxum, et damna fraudesque avarum affert aurum, execrandae devotum fami. At decore splendet. Splendet et mel aureum, aureis ab apibus; simulque sapit, vitamque sapit; ut eo saluberrimum cum sapore aurum habeas innoxium. Haec certe celebranda secula fructu et splendore potiora; quae mellea tota; quae vel ipsius a nomine Mellis meliora multo sint, metallicis omnibus. Imo nec comparaveris quidem infima Terrae concrementa, cum caelestibus donis.127
Note
z. Apum Regna Mellea Saecula
127. La vita delle api, con le sue strutture di ordine e precisione, nella fantasia degli antichi poeti appare come un'immagine che ricorda le origini e l'età dell'oro. In Virgilio anche il mito della bugonia evoca indirettamente l'età dell'oro, in quanto è prescritto che esso abbia luogo durante la primavera (Georg. IV, 305 e ss.). Un sottile gioco di assonanze, omofonie e paranomasie permette a Cesi di collocare fianco a fianco aurea aetas e secula mellea, utilizzando come termine di congiunzione l'espressione mel aureum, dalla quale evince l'assunto aureis ab apibus.
Le api liete abitano i luoghi più alti. Le invia Ibla, le invia Megara, anche con monete dedicate non senza l'alloro sacro a Febo. Diana da Efeso le invia partenie, anche scolpite su monete e su gemme, e in numero di tre. Regnano certo le api, e noi attendiamo i secoli di miele. Che cosa canti, o prima età dell'oro, dal momento che pure gli elogi sono derivati dal miele? Queste cose sono estranee. L'oro non ha alcun sapore. Null'altro apporta che lusso, mali e frode l'avido oro, consacrato a una fame esecrabile. Ma degnamente risplende e risplende anche l'aureo miele prodotto dalle api auree. E se appena ha sapore, ha sapore di vita, così che con quel sapore possiedi un oro oltremodo salubre e non nocivo. Certo queste età debbono essere celebrate e preferite per il frutto e lo splendore; quelle del miele tutte quante, anche per lo stesso nome del miele, sono di gran lunga migliori di tutte le età dei metalli. Anzi non paragonerai certo le infime concrezioni della terra ai doni del cielo.