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Apiarium

Sezione: 10


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dQuibus Apem titulis concelebraveris; aut potius quos titulos omiseris? Cumulatim profecto agendum. Nedum enim Aeria, Vaga, Levis, Agilis, Diligens, Sedula, sed et Studiosa, et Daedala; nec laboribus tantum addicta assiduis et perseverans; aut exercita semper, Vigilans, Sollicita: sed Ingeniosa et Sapiens tandem. Simplex praeterea, Pia, Parca, Innuba, et si ipsum consideres opificium; Rorilega, Florilega initio; inde Melliflua, Faviflua, Mellis mater, seu divini effectrix Mellis ipso in complemento. Suis in exordiis et Melligena, et Florigena, et si Homerum audis, Sole genita.17 Parva ipsa hisce multis magnisque iure merito titulis condecoratur; quos et ipsa magis, magisque parvitas extollit. Argumentosam et hic fatearis, et ab Apiculae multiiugis dotibus argumentum aemulationis sumas vel ipsis in moribus; unde Plinius Argumentum habuit admirationis.18

Note

d. Complurium titulorum multique et magni Apes argumenti

17. Omero, Il. B 87-98 e M 164-172.

18. «La grandezza della natura è tale che è riuscita a dar vita a una meraviglia senza pari in quella che, per così dire, è solo una minuscola ombra di animale. Quali muscoli, quali forze potremmo paragonare a tanta abilità e industriosità? Quale razionalità umana potremmo paragonare alla loro, che sono superiori almeno in questo, nel non conoscere nulla al di fuori dell'essere comune? Non parliamo dell'anima, e ammettiamo che possiedano del sangue: che piccola quantità, però, potrà trovarsi in corpicini così minuti! Giudichiamo dunque il loro ingegno su questa base.» Plinio, NH XI, 4,12 (trad. it. cit., p. 551).

 

 

 

Con quali titoli potrai celebrare l'ape, o piuttosto quali titoli tralascerai? Certo bisogna trattare l'argomento avendo riguardo a molteplici aspetti. Infatti l'ape non solo è aerea, vaga, lieve, agile, diligente e laboriosa, ma anche zelante artefice; non solo dedita a continue fatiche e perseverante, o affaccendata sempre, sollecita e pronta, ma infine ricca di saggezza e d'ingegno. Inoltre semplice, pia, parca, pura, e se consideri la stessa produzione del miele, inizialmente raccoglitrice di rugiada e di fiori, in seguito origine delle stille del miele e dei favi, madre del miele, ossia creatrice del divino miele nel suo stesso formarsi. Sin dal nascere si dice generata dal miele e dai fiori e, se ascolti Omero, generata dal sole. Essa stessa, pur essendo piccola, a buon diritto è decorata da molti e grandi titoli e le sue stesse piccole dimensioni esaltano quei titoli. Di ciò potresti definirla ricca di materia e dalle molte doti della piccola ape potresti trarre argomento di emulazione persino nei costumi di vita: per questo Plinio trasse dalle api motivi di ammirazione.