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Apiarium

Sezione: 52


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Operas, Apes ipsas praecisius dictas: Regis secundariam prolem, conformatione ex Vermiculo, et Nympha, in volucellas perductas:154Rege, et Fucis minores: quae tertio a Rege generationis gradu fucos producunt. Distinguuntur autem

Corporis constitutione, ex observationibus nuperorum, Germanorum praesertim,155

Aculeo praeditas, quas Masculas dixerunt forte fucorum parentes, quae Regi natura proximiores, spiritu abundent, genitalemque Melliginem illam legere, et disponere valeant, spiritibusque immissis, sed imbecillius excitare; ut proles magni quidem corporis, laboribus tantum onerariis devovenda, hebeti subnascatur ingenio, spiritibus vix ad propriam vitam, nedum ad eam generatione propagandam, sufficientibus.

Aculeo expertes incubas, quas domi contentas alveolis, ad fovendos regios fœtus xlv totos dies insidentes, Gallinarum more concoquentes,156foeminas ab officio dicunt, non a coitu, aut sexu. Hae continendi servandique succrescentis igniculi muneribus, non eam tantum vicem supplere videntur, qua conceptaculi et corticum est, si plantas; tegminum et complectentium, si ova; uteri, et tunicarum, si maiora animantia, consideres: sed etiam regiorum spirituum exordia promovere, concepto insistentes operi calorem augere, spiritus proprios, secundarios, ac veluti faemineos superaddere, commotione cum murmure, et strepitu maiores ultimo calores ciere, ut a Plinio notatum, ad exclusionem examinis universi, quasi ex ovis effractis folliculis, et membranis:157demum alumnarum adinstar cibos instillare, et ad laborum initia perducere; ut Materculas, ut Nutriculas dicere possis, quae omnibus ipsius Matris et uteri partibus, in Apibus a conceptu ad editionem usque asserendis, satisfaciant.

Officiis, laboribusque Aristoteli, Plinio, et Aeliano: et dubium sit, an vicaria, et aetatis ratio servetur.158

Intus quae operantur: natu maiores, inde hirtae magis.

Architectae aedificantes favos. Plastides, Figulae, Polientes

Onera suscipientes

Purgantes, quae immunda asportant

Excubiae, Vigiles

Custodes ad portas Virg.159

Exploratrices

Anteambulatrices.

Ad opus, quae extra pergunt: pugnant: occidunt Fucos, et noxios: et fere sunt glabrae magis, et iuniores.

Aquam ad cellas afferentes, et melli miscentes; nisi totum hoc laboris Fucis tribuendum sit.

Ergophorae materiam adferentes. Mel, Ceram, Erithacen.

Note

154. «Tutte le altre api [sc. le operaie], quando cominciano a prendere forma, ricevono il nome di ninfe.», Plinio, NH XI, 16, 49 (tr. it. cit., p. 568).

155. Oltre che di notizie di seconda mano, riprese da opere come il De animalibus insectis dell'Aldrovandi, dove si faceva diretto riferimento alle ricerche sulle api condotte in Germania dai naturalisti moderni, si tratta presumibilmente anche di informazioni comunicate al Cesi da Giovanni Faber, tanto direttamente quanto attraverso il suo allievo bavarese Giovanni Battista Winther e lo stesso Francesco Stelluti. Sull'attività naturalistica del Faber e gli scambi di informazioni con lo Stelluti, inerenti anche l'anatomia dell'ape, cfr. G. Gabrieli, Scritti di Giovanni Faber linceo, in Contributi alla storia dell'Accademia dei Lincei, op. cit., pp. 1177-1220.

156. «I piccoli si sviluppano completamente in un arco di tempo di quarantacinque giorni.», Plinio, NH XI, 16, 49 (tr. it. cit., p. 569).

157. «Con il passar del tempo istillano il nutrimento alle larve e le covano, ronzando in modo particolarmente vibrante per produrre, si pensa, il calore necessario al loro schiudersi finché, rompendosi la membrana che avvolge ogni larva, così come avviene per le uova, tutta la schiera venga alla luce.», Plinio, NH XI, 16, 49 (tr. it. cit., p. 569).

158. Cfr. Aristotele Hist. an. 626b; Plinio, NH XI, 10- 20-27; Eliano, Nat. an. V, 10.

159. Custodes ad portas Virg.

 

 

 

 

 

 

Operaie, api stesse più precisamente definite, prole secondaria del re, per conformazione si tramutano in minuscoli animali volanti a partire dallo stato di larva e di ninfa. Più piccole del re e dei fuchi, esse producono fuchi al terzo grado di generazione a partire dal re. Per ogni altro aspetto si distinguono per la costituzione del corpo, secondo le osservazioni dei contemporanei, soprattutto germanici,

che le dissero fornite di pungiglione, di genere maschile, forse padri dei fuchi; quelle, più vicine al re per natura, abbondano di spirito e sanno raccogliere e disporre quel succo di miele che genera e, immessi gli spiriti, ma in modo più debole, suscitarlo; così che la prole, sia pur dotata di un corpo ragguardevole, da consacrarsi soltanto a lavori pesanti, nasce fornita di scarsa intelligenza, con spiriti sufficienti appena alla propria vita, molto meno a propagarla generando.

Incubatrici, prive di pungiglione, che, chiuse negli alveoli della casa, assise a covare feti reali per quarantacinque giorni, a guisa di galline, si considerano femmine quanto al compito, non per il coito o per il sesso. Queste, adibite a contenere e preservare il germe in crescita, non sembrano svolgere solo una funzione analoga a quella dei ricettacoli e delle cortecce, se consideri le piante, a quella che del guscio e dell'albume, se consideri le uova, a quella dell'utero e della placenta, se consideri gli animali superiori; ma sembrano anche promuovere gli esordi degli spiriti regi, addurre calore al concepito ponendosi sopra, aggiungere spiriti propri, secondari e come femminei, e con un commovimento, con mormorii e strepiti, alla fine provocare calori più intensi, com'è stato notato da Plinio, sino alla schiusa di tutto lo sciame, una volta che siano quasi infranti i gusci e le membrane dalle uova. In ultimo instillare cibi a guisa di nutrici e guidare verso le prime attività; sicché potresti dirle piccole madri e nutrici che ovunque assolvono al ruolo della stessa madre e dell'utero proteggendo le api dal concepimento alla nascita. Per i doveri e le fatiche secondo Aristotele, Plinio, Eliano: si dubiti se sia vicaria e si tenga presente il calcolo dell'età.

Quelle che lavorano all'interno, le più anziane, e di conseguenza maggiormente ricoperte di pelo.

Architette che edificano i favi. Modellatrici, vasaie, levigatrici.

Coloro che si addossano pesi.

Coloro che puliscono e asportano le immondizie.

Sentinelle, guardie.

Custodi presso le porte, come dice Virgilio.

Esploratrici.

Battistrada.

Coloro che attendono al lavoro dall'esterno, combattono, uccidono i fuchi, in particolare quelli pericolosi, solitamente meno ricoperte di pelo e più giovani.

Coloro che portano acqua alle celle e la mescolano al miele a meno che questo lavoro nel suo complesso non sia da attribuire ai fuchi.

Laboriose, che portano materia: miele, cera, eritace.