Apiarium
Sezione: 35
Apum Regiam perlustra, qui magnitudinis in illis, quae Corporis, quae Fortunae sunt, rationem habeas. Fuci Apibus grandiores sunt: Fucariae cellae minores iis, quae Apibus destinantur. Animi magnitudo est, quae virtutum, quae ingenii mole, non Corporis aut fortunae extensionibus mensuratur. Concluduntur sane homunciones angustius, qui fastu tument, qui inanibus formae deliciarumque spaciis agitantur; qui Fortunae levitate tolluntur in altum. Ampliora longe, augustioraque exerceant dominia, qui heroico spiritu, eam, quae vera est beneque conspicua, magnitudinem habent.116
Note
116. I fuchi erano stati definiti da Plinio inperfectae apes. L'intero passo cesiano è una ripresa quasi letterale di NH XI, 10, 26:«Queste celle [quelle dei fuchi] sono le più piccole, ma essi sono più grandi delle api.» (tr. it. cit., p.557). Questo luogo di NH si trovava riportato e distesamente commentato in De animalibus insectis libri septem, cum singulorum iconibus ad vivum expressis. Autore Ulysse Aldrovando [...], op. cit., p. 33.
Perlustra la reggia delle api, tu che hai la cognizione della grandezza del loro corpo e della fortuna. I fuchi sono più grandi delle api, ma le loro celle sono più piccole. La grandezza d'animo si misura non con l'estensione del corpo o della fortuna, ma con il peso della virtù e dell'intelligenza. Certo gli uomini piccoli patiscono confini più angusti, si gonfiano per il fasto e si agitano in vani spazi di bellezza e di piaceri, e il soffio lieve della fortuna li solleva in alto. Esercitano un potere di gran lunga più ampio e più autorevole coloro che, con spirito eroico, possiedono quella grandezza che è autentica e cospicua.