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Apiarium

Sezione: 44


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Biblioteca dell'Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana Ms. Archivio Linceo 4 - Roma

Ex Animalibus sensu praeditis

Exanguibus dictis, scilicet rubro succo carentibus

Anulosam in speciem articulatis

Mollioribus Insectis praecisius dictis

Alatis, minoribus volucellis

Anelitris, detectas alas habentibus

Quadripennibus

Membranaceis alis

Favificis129

Note

129. Questa classificazione cesiana risponde a criteri di origine evidentemente aristotelica. Nella zoologia classica, infatti, la dicotomia che contrassegnava la linea di confine più generale all'interno del mondo dei viventi era quella fra animali sanguigni (vertebrati) e non sanguigni (invertebrati). La collocazione delle api fra questi ultimi dipendeva dal fatto che Aristotele aveva considerato questi imenotteri, come del resto tutti gli altri insetti, incapaci di respirare. Aristotele chiamava insetti quegli animali aventi «il corpo segmentato, o sulla parte ventrale oppure su questa e su quella dorsale» (cfr. Aristotele, Opere biologiche, op. cit., p. 132) e li suddivideva in quattro generi sommi: alati, lunghi multipedi, ragni, vermi. Fra gli alati egli classificava anche le api, che riconosceva essere anulose e molli, dotate appunto di ali, ma prive di elitre.

 

TRA GLI ANIMALI DOTATI DI SENSIBILTA'

DETTE PRIVE DI SANGUE, CIOE' MANCANTI DI LIQUIDO ROSSO

ARTICOLATE SECONDO UNA SPECIE ANULARE

DETTI CON PIU' PRECISIONE INSETTI PIU' MOLLI

ALATI, ANIMALI VOLANTI DI DIMENSIONE INFERIORE

SENZA ELITRE, CON ALI SCOPERTE

CON QUATTRO ALI

CON ALI MEMBRANACEE

COSTRUTTRICI DI FAVI.